Domenica delle Palme

Domenica delle Palme

Al mattino presso ciascuna delle parrocchie si celebra la benedizione dei rami di palma e di ulivo recati dai fedeli. Dopo la benedizione si svolgono delle brevi processioni all’esterno delle rispettive chiese. In quella dell’Immacolata, alle ore 9, il rintocco delle campane annunzia l’approssimarsi della funzione domenicale.Cominciano ad affluire i fedeli. Il rito ha inizio alle 9:30 e prevede la celebrazione della Messa con lettura dell’”ingresso di Gesù in Gerusalemme” dal Vangelo di Matteo, la benedizione dei rami, una processione per un breve tratto della via del Carmine con successivo rientro in chiesa. Presso la Chiesa del Rosario invece la benedizione delle palme si celebra intorno alle 10. Al termine i fedeli in corteo e preceduti dal sacerdote si avviano verso la Chiesa Madre, ove alle 11 ha inizio una funzione.
Al termine il SS. Sacramento è esposto all’adorazione dei fedeli. Presso la Chiesa Madre in ordine sparso si recano anche i fedeli provenienti dalle altre chiese. Fino agli anni Ottanta il corteo processionale del Rosario giungendo presso questa chiesa dava luogo al rito della bussata. I notabili dell’arciconfraternita percuotevano le porte chiuse del tempio che venivano aperte per consentire ai fedeli di concludere al suo interno l’itinerario processionale e meditare innanzi al SS. Sacramento.
Un rito non dissimile aveva luogo anche nelle altre chiese: “In tutte le chiese dove si celebrava la benedizione delle palme, cantavano in latino la passione e a un certo punto bussavano  alla porta, il prete apriva e si entrava tutti con le palme per la benedizione. Raffiguravano le porte di Gerusalemme , quando il Cristo entrava festeggiato.” (Franco Cannizzaro, Amministratore del Rosario, Orafo, anni 45 circa).
La sera (intorno alle 18) le due arciconfraternite, prima l’Immacolata e poi il Rosario, si recano in corteo, al canto dello Stabat Mater e accompagnate dai fedeli delle rispettive parrocchie, a visitare “Gesù Sacramentato” e adorare le cinque piaghe secondo percorsi di andata e ritorno tradizionalmente differenti. Giunti presso la Chiesa Madre i confrati si approssimano all’altare laterale destro ove è esposto il SS. Sacramento e procedono all’adorazione delle cinque piaghe intonando reiteratamente: ” Per le piaghe che soffristi, Gesù mio con tanto amore, e con tanti dolori, o mio Dio di noi pietà…“.
Dopo che le due confraternite hanno concluso l’adorazione si celebra una messa. Nel corso di questa il padre predicatore si dilunga in una meditazione sulla necessità di riscoprire l’amore cristiano. I confrati del Rosario e dell’Immacolata si pongono rispettivamente alla destra e alla sinistra dell’altare (guardando dall’ingresso), mentre i priori prendono posto nel coro unitamente al clero.
Dopo la comunione i confrati si riordinano in corteo recando delle candele in mano. La processione prende avvio dalla navata sinistra muovendo in direzione oraria. Primi a partire sono i confrati dell’Immacolata preceduti dal relativo vessillo e dalla propria croce dorata. Giunta nella navata destra la processione si arresta per consentire che al centro del corteo si vadano a collocare il sacerdote recante il SS. Sacramento, il clero e i due priori. Dinanzi a essi infatti si sono già posti i confrati del Rosario con i propri paramenti. Ha inizio quindi la tradizionale gira attraverso le navate centrali al canto del Pange lingua. 
Infine dopo la benedizione eucaristica le confraternite si ritirano nelle rispettive chiese al canto di litanie mariane e del De Profundis in memoria dei confratelli defunti. Anche la sera del lunedì e del martedì successivi, sempre separatamente e secondo percorsi processionali ben differenziati al fine di evitare il reciproco incontro, i membri delle due confraternite si recano verso la Matrice in visita al SS. Sacramento e danno vita alla gira secondo modalità analoghe a quelle della domenica.
Ricorda in proposito un confrate del Rosario: “Noi le chiamiamo le tre serate. Domenica, Lunedì e Martedì Santo c’è l’adorazione del Santissimo nella Chiesa Matrice, il duomo di Caulonia. La sera le congreghe partono ognuna per conto suo e vanno in processione alla Chiesa Madre. L’ Immacolata sale, fa tutta la via Vincenzo Niutta, arriva in piazza Mese. Il Rosario scende via Vincenzo Niutta e sale da via Regina Margherita. Prima inizia l’Immacolata con l’adorazione delle cinque piaghe. Quando finiscono loro poi escono e noi siamo pronti ad entrare e facciamo l’orazione per conto nostro. Si fa così perché una volta c’erano diverse parrocchie. Allora si iniziava alle due del pomeriggio e arrivava a venti minuti, mezz’ora per ogni parrocchia. Adeso siamo rimasti solo due, allora il tempo è più stretto. Si fanno queste due orazioni, ognuna per conto suo. […] Poi c’è la messa per tutti. Alla fine della messa c’è la gira, la gira all’interno della chiesa col Santissimo. La gira la facciamo tutt’e due assieme. L’adorazione si fa separatamente. All’uscita si invertono le strade. L’Immacolata scende da dove è salito il Rosario e il Rosario da dove è venuta l’Immacolata. ” (Luciano Roccisano, 36 anni, maestro di musica).

Tratto dal libro “La memoria lunga: simboli e riti della religiosità tradizionale” di Ignazio Buttitta

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